L’inaugurazione della sede di Torino, in Via San Donato 78, è un passaggio basilare per la Fondazione Jdentità Bianconera che ha da poco celebrato i tre anni di vita. Una sede rappresenta radicamento, solidità, concretezza, presenza, riconoscibilità: tutti elementi che danno ulteriore impulso ai tre punti saldi della Fondazione, cioè Unione, Difesa e Valore. Esserci sul territorio in un mondo etereo fondato sull’immagine e sui social è un valore aggiunto importante, fermo restando che l’aspetto principale è rispondere alla semplice domanda: cosa fa e cos’ha fatto la Fondazione? Ebbene l’attività di questi tre anni e di quelli a venire si può riassumere seguendo tre linee principali: OPINIONE, EDUCAZIONE, AZIONE.
OPINIONE – La Fondazione ha avuto e continua ad avere un ruolo fondamentale nel porre temi, questioni e domande all’opinione pubblica e alle istituzioni competenti, tenendoli vivi anche quando è chiaro che il mare magnum della comunicazione va nella direzione opposta, quella del silenzio, dell’insabbiamento, della marginalizzazione. Esempi lampanti sono la prima pagina di Tuttosport che titola “L’Inter poteva iscriversi?” riprendendo l’esposto della Fondazione in relazione alle questioni societarie e di bilancio della società nerazzurra, tema tabù fino a quel momento e da allora entrato nel dibattito pubblico, tanto da diventare centrale anche in trasmissioni di rilievo nazionale come “Report”, con l’intervista al portavoce della Fondazione Michele Patrisso, e “Lo Stato delle cose”.
Altro tema rimasto a lungo sommerso ed emerso grazie all’intervento della Fondazione, è quello del passaggio di quote dell’Inter da Lion Rock a Oaktree senza comunicazione alla FIGC nei termini previsti dalle norme federali. Tema questo ancora sul tavolo senza che vi sia stata una risposta concreta dalle istituzioni competenti.
Un altro risultato sul fronte della comunicazione è aver visto, anche sulla base di quanto portato alla ribalta dalla Fondazione, aumentare il numero di giornalisti di rilievo nazionale attenti alla questione “giustizia sportiva”, approdata anche in Parlamento grazie all’onorevole Mauro Berruto che, quando ha parlato di strumento usato come “clava per colpire i nemici” ha interpretato perfettamente quanto sostenuto più volte e in diverse sedi dalla Fondazione a proposito di disparità di trattamento. Questione diventata addirittura esplosiva dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea sulla squalifica di Agnelli e Arrivabene per la vicenda plusvalenze, ribaltando completamente una realtà in cui la giustizia sportiva poteva agire senza essere sottoposta ad alcuna altra forma di giustizia: ora i tribunali ordinari possono invece essere chiamati in causa per valutare la liceità di quanto deciso dai tribunali sportivi.
Altro tema tenuto vivo è quello della revoca dello scudetto 2005-06 all’Inter, attraverso una petizione on line che ha raccolto oltre 20mila sottoscrizioni. Un modo per non dimenticare Calciopoli, così come ad una legale della Fondazione è riconducibile la diffusione della sentenza della Cassazione del marzo 2025 che ha ribadito che il campionato 2004-05 (l’unico sotto indagine) è stato regolare.
EDUCAZIONE – Un altro terreno di azione di Jdentità Bianconera è quello del miglioramento del clima nel flusso comunicativo in tema di Juventus e dei suoi tifosi, sia sui social che sui mezzi di comunicazione tradizionali (giornali o tv). Offese, insulti e affermazioni o immagini tendenziose o lesive sono stati segnalati, ed in seguito a ciò rettificati o cancellati, mentre in alcuni casi sono stati anche eliminati gli account da cui provenivano. Ora sia sui media tradizionali sia sui social c’è la consapevolezza che se si supera un certo limite e si infrange la regola fondamentale del rispetto reciproco e della verità, si incorre nel rischio di imbattersi nell’intervento dei legali della Fondazione. Ed è un deterrente che funziona.
AZIONE – Veniamo a quanto rappresenta il cuore della Fondazione, ovvero le azioni legali in relazione a questioni centrali per l’esistenza di un’equa competizione e un’equa informazione nel panorama calcistico italiano.
Strumenti come le diffide, gli esposti, le istanze, le opposizioni in Tribunale, fino alle querele, sono stati utilizzati – e continuano ad esserlo- per diversi argomenti e all’indirizzo di diverse istituzioni.
Esempi caratterizzanti sono l’esposto alla FIGC sulla regolarità dell’iscrizione dell’Inter al campionato, in seguito al quale sono arrivate le dimissioni in blocco della COVISOC che non ha mai risposto nel merito in particolare sulla certificazione della continuità aziendale da parte della società PWC, per altro indagata, se non sanzionata, in merito alle certificazioni di società in altri settori; l’esposto alla Consob e alla FIGC sullo sponsor nerazzurro “Gate.io” vietato in Italia, ma raggiungibile dal sito ufficiale dell’Inter indirizzando gli utenti su un sito maltese (per la cronaca, oggi il marchio non compare più sulle maglie); l’esposto alla Procura Federale per la bestemmia di Lautaro Martinez, che ha portato alla sanzione del giocatore, dopo che Marotta si era premurato di definire l’azione della Fondazione come “stucchevole e anacronistica” ai microfoni della tv; l’esposto alla Corte dei Conti per la vendita dello stadio Meazza, vicenda per cui la Fondazione è anche presente tra le parti ricorrenti nel procedimento in corso al TAR di Milano, in relazione al quale è stata presentata anche una diffida al Comune di Milano in merito ai lavori iniziati nella zona di San Siro senza attendere il pronunciamento del Tribunale. In quella sede la Fondazione ha ricorso contro la FIGC che ha negato l’accesso ai documenti sui beneficiario effettivi dell’Inter, e, a seguito di diffida, ha presentato autonomo ricorso al TAR sulla scia con la quale sono iniziati i lavori del nuovo stadio seguito da un esposto.
Altre diffide che hanno lasciato il segno sono quelle nei confronti di Fiorentina e Stoccarda per quanto esposto allo stadio dai loro sostenitori contro la Juventus e quella nei confronti di RAI1 per la rimozione dai social e dalle piattaforme del servizio sul VAR in Inghilterra in cui è stato inserito un riferimento a Iuliano-Ronaldo del tutto immotivato e tendenzioso, fino ad arrivare alla diffida indirizzata a Malagò e Chiné per la violazione del segreto istruttorio da parte della Procura Federale in merito alle decisioni su “Arbitropoli”.
Tra le istanze, ricordiamo quella nei confronti del presidente FIGC Gravina per le plusvalenze nell’ “affare Osimhen” del Napoli, quella alla Procura FIGC per le dichiarazioni di De Laurentiis lesive nei confronti della Juventus e dei suoi successi, o ancora quella agli enti federali contenente un dossier con le notizie di stampa riguardanti l’inchiesta “Doppia Curva”.
Hanno fatto scalpore ed hanno avuto ampia eco mediatica le opposizioni presentate ai Tribunali di Milano e Monza contro l’archiviazione per le vicende “Arbitropoli” e “bussate a Lissone”, oltre alle querele per omissione di atti d’ufficio ai danni del procuratore federale Chiné di cui è sottolineata la “doppia velocità” utilizzata quando si tratta di Juventus e quando si tratta di altre società.
E allora ci sono molti motivi per non mancare all’appuntamento di lunedì 5 Ottobre in Via San Donato 78, a Torino. Fino alla fine, ma è solo l’inizio.
