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LA FONDAZIONE JDENTITÀ BIANCONERA NON È ARRIVATA OGGI. SU SAN SIRO SI ERA GIÀ DICHIARATA PERSONA OFFESA PRIMA DI TUTTE LE POLEMICHE

Logo JB Identità Bianconera – simbolo della Fondazione JB per i tifosi Juventus

La Fondazione Jdentità Bianconera respinge ogni tentativo di rappresentare come improvvisata, estemporanea o processualmente infondata la propria opposizione alla richiesta di archiviazione nel procedimento sulle interferenze arbitrali.

I documenti parlano da soli: la Fondazione, in tempi non sospetti, si era già formalmente dichiarata persona offesa in un diverso procedimento penale pendente davanti alla Procura della Repubblica di Milano, relativo alla vicenda della vendita dello stadio Meazza e dell’area di San Siro.

Non si tratta quindi di una presa di posizione nata oggi.

Si tratta, al contrario, di una linea chiara, coerente e già formalizzata in sede giudiziaria: difendere la legalità, la correttezza sportiva e la parità di trattamento tra i club e tra i tifosi quando queste vengono messe in discussione.

Un fatto preciso, formale, documentato

In data 10 giugno 2026, la Fondazione ha depositato presso la Procura di Milano una “Dichiarazione di persona offesa” nel procedimento n. 3082/2026 RGNR, relativo a fatti qualificati, nell’atto, con riferimento agli artt. 110, 353-bis c.p. e 110, 326 c.p., concernenti gli atti amministrativi e il procedimento culminato nella vendita dello stadio Meazza e dell’area circostante.

In quell’atto la Fondazione ha affermato in modo netto di voler tutelare gli interessi legati alla correttezza sportiva, alla leale concorrenza e alla parità di trattamento dovuta a tutte le squadre di calcio professionistico italiane, oltre agli interessi dei tifosi a che le competizioni si svolgano in un regime di pari opportunità.

Questo dato basta da solo a smentire la narrazione secondo cui la Fondazione si sarebbe costruita solo all’ultimo momento una posizione processuale artificiale o opportunistica.

Altro che iniziativa occasionale: la Fondazione agisce da mesi, con atti depositati

La realtà è l’opposto.

Quando oggi la Fondazione si oppone all’archiviazione nel procedimento sulle presunte interferenze nelle designazioni arbitrali, lo fa dopo avere già assunto, in un altro fascicolo penale, una posizione formale e documentata a tutela dei medesimi valori: legalità, regolarità, trasparenza, leale concorrenza e correttezza del sistema.

Nel procedimento cosiddetto “Arbitropoli”, la Fondazione ha depositato opposizione ex art. 410 c.p.p., sostenendo che non si possa chiudere il fascicolo quando la stessa ricostruzione del quadro investigativo dà atto della “sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza ipotizzati”, e chiedendo al GIP di disporre ulteriori indagini, audizioni e acquisizioni documentali.

Nel procedimento su San Siro, la Fondazione aveva già dedotto davanti alla Procura che determinate condotte e determinati atti amministrativi potessero incidere sulla parità concorrenziale tra società calcistiche e, di riflesso, sugli interessi dei tifosi e del sistema sportivo.

La continuità tra le due iniziative è evidente.

E rende del tutto implausibile ogni ricostruzione che provi a ridurre l’opposizione all’archiviazione a una mossa episodica o priva di base.

L’opposizione non solo è ammissibile: merita di essere esaminata nel merito

La Fondazione ribadisce che l’opposizione depositata nel procedimento sulle designazioni arbitrali non è un atto simbolico, ma uno strumento processuale previsto dall’ordinamento per chiedere che le indagini siano approfondite e completate. La stessa Corte costituzionale (Sentenza n. 132 del 20/05/2026) ha recentemente affermato che alla persona offesa è affidato un fondamentale “ruolo di supporto e di controllo dell’operato del pubblico ministero” e che l’opposizione alla richiesta di archiviazione è “uno dei principali strumenti” diretti a colmare eventuali lacune investigative e ad assicurare la completezza delle indagini.

Per questo, ogni tentativo di spostare l’attenzione dal merito dei fatti a una pretesa inammissibilità costruita in via teorica si scontra con un dato semplice: la Fondazione è da tempo attiva, con atti già depositati, proprio per far valere in sede giudiziaria quegli interessi collettivi che il suo statuto pone al centro della propria missione.

L’inchiesta sulla vendita di San Siro dimostra che la Fondazione c’era già, prima di tutto il resto.

Nel proprio atto del 10 giugno 2026, la Fondazione ha scritto di essere legittimata e interessata a contestare un’operazione che, se confermata nei termini oggetto di indagine, avrebbe determinato “un’illecita alterazione della parità di trattamento dovuta a tutte le squadre di calcio professionistico italiane” e una lesione degli interessi dei tifosi.

È esattamente questo il punto.

La Fondazione non interviene perché conveniva farlo oggi.

La Fondazione è intervenuta prima, e lo ha fatto per iscritto, davanti alla Procura, su un’altra vicenda di enorme rilievo, assumendosi la responsabilità pubblica e processuale delle proprie posizioni.

Chi oggi sostiene, più o meno esplicitamente, che l’opposizione debba essere fermata in limine, evita il dato più scomodo: la Fondazione aveva già preso posizione in sede penale molto prima delle polemiche di questi giorni.

La questione vera è la legalità del sistema, non il fastidio per chi la pretende

La Fondazione Jdentità Bianconera continuerà a sostenere, in ogni sede consentita dall’ordinamento, che la legalità sportiva non può essere invocata a intermittenza e che i principi di imparzialità, correttezza e parità competitiva devono valere sempre, anche quando toccano interessi forti e realtà calcistiche di massimo livello.

Per questa ragione, la Fondazione conferma che: l’opposizione all’archiviazione nel procedimento sulle interferenze arbitrali è seria, motivata e fondata;

la propria azione non è nata oggi, ma è il proseguimento di una linea già formalmente intrapresa nel procedimento penale su San Siro;

chi prova a liquidare la questione come un problema di mera forma evita accuratamente il punto decisivo, cioè la necessità di fare piena luce sui fatti.

La dichiarazione del Presidente

“Il deposito della dichiarazione di persona offesa nel procedimento su San Siro dimostra in modo inequivoco che la Fondazione Jdentità Bianconera agisce da tempo, con coerenza e trasparenza, a tutela della legalità, della correttezza sportiva e della pari dignità competitiva tra i club. Non siamo davanti a un’iniziativa estemporanea, ma a un percorso già avviato formalmente davanti alla Procura di Milano ben prima delle polemiche di questi giorni. Proprio per questo riteniamo che l’opposizione all’archiviazione nel procedimento sugli arbitri non solo sia seria e fondata, ma debba essere esaminata nel merito, senza scorciatoie preclusive”, dichiara il Presidente del Consiglio di Indirizzo della Fondazione Jdentità Bianconera, Avv. Massimo Durante.

Fondazione Jdentità Bianconera

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