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LA CARICA DEI 150 ALL’INAUGURAZIONE DELLA SEDE: “SVEGLIA, DOBBIAMO RIPRENDERCI IL PALLONE!”

Logo JB Identità Bianconera – simbolo della Fondazione JB per i tifosi Juventus

Chiunque voglia parlare della Fondazione Jdentità bianconera, nel bene o nel male, dovrebbe almeno una volta vivere un’esperienza come quella dell’inaugurazione della sede di Torino, in Via San Donato 78, dello scorso 5 ottobre. Vedere i volti, i sorrisi, gli occhi di 150 persone provenienti anche da lontano (il record lo ha stabilito un tifoso da Catania), ascoltare le loro parole, percepire una passione per la Juve che inizia sempre dall’infanzia (che dai tempi di Sivori, chi da quelli di Platini, i più giovani da quelli di Del Piero), le sofferenze per le angherie di una FIGC percepita come “nemica” dopo il 2006 (e ancor più dopo il 2023) e toccare con mano la loro voglia di esserci, di stare insieme, di condividere il momento, di confrontarsi, di agire mettendosi in gioco con il sostegno alla Fondazione. E ancora sentire raccontare che grazie alla condivisione della passione bianconera e degli obiettivi della Fondazione persone lontane anche centinaia di Km si organizzano, si ritrovano per momenti conviviali, diventano una comunità viva. Dopo una serata come questa, tra la sede e il ristorante per il brindisi, Jdentità Bianconera si sente investita di una responsabilità ancora più grande: tutelare una passione, una comunità, un modo di vivere il calcio in bianconero, una voglia di non accettare supinamente un sistema vessatorio e sbagliato. E allora ecco che gli esposti, le opposizioni, le querele, le diffide del team legale assumono un sapore particolare, quello di camminare sulle gambe di migliaia di tifosi. Al momento ancora troppo pochi per scalfire il muro di gomma intorno al manipolo di potenti che governa e gestisce il calcio, ancora troppo pochi per obbligare la Juventus a farsi carico di istanze in realtà diffuse in milioni di tifosi che restano però immobili nel loro ruolo di “clienti”(magari con il mal di pancia, ma pur sempre clienti) di un sistema in gradodi partorire, proprio negli ultimi giorni per esempio, Malagò commissario di se stesso per garantire la propria  nuova elezione a presidente (ed è solo l’ultima dimostrazione della capacità di violentare una passione). Forse basterebbe che tutti i tifosi bianconeri potessero vedere i 150 del 5 ottobre per capire che non solo agire è necessario, ma è anche bello. Fa bene all’anima. Scrivere un post di critica, o “fare l’opinionista del giorno dopo”, o “coltivare un orticello” (per citare il presidente Durante), non solo sono azioni inutili (se non dannose e divisive), ma non aggiungono nulla alla propria vita di appassionati di calcio e di Juve. Da via San Donato è partito un grido rivolto a tutti i tifosi bianconeri: “Sveglia! E’ ora di agire!”. Jdentità Bianconera è uno strumento unico a disposizione  di ogni juventino (nessun’altra tifoseria può contare su niente del genere), basta decidere di passare da spettatori sbuffanti a protagonisti in grado di incidere sullo spettacolo per fare il modo che il campo torni il centro della contesa. Perché ormai lo hanno capito tutte le teste pensanti: il calcio italiano è uno spettacolo falsato da un sistema di “lestofanti” (come li ha definiti Baldini) che dà carte truccate dalla disparità di trattamento e dal  differente peso politico delle varie parti.  I 150 del 5 ottobre vogliono riprendersi il pallone. I migliaiadi iscritti alla Fondazione anche. Gli 

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